Digitale
Niente cucchiaio. Niente pasta.
Chi ha fatto un'impronta tradizionale sa di cosa parliamo: il vassoio premuto contro il palato, il materiale che si espande verso la gola, i minuti contati aspettando che indurisca. Lo scanner intraorale fa la stessa cosa passando accanto ai denti.
In studio usiamo uno scanner iTero. È una sonda che si muove lungo le arcate e le fotografa migliaia di volte al secondo, ricostruendo la forma dei denti in tre dimensioni.
La differenza pratica è tutta nel confronto. L'impronta tradizionale richiede un cucchiaio riempito di materiale, tenuto fermo in bocca finché non indurisce, con la sensazione di ingombro che ne consegue. Lo scanner non tocca né preme: passa vicino. Puoi deglutire, puoi fermarti, puoi chiudere la bocca — si riprende da dove si era rimasti.
Il modello lo vedi mentre si forma
È la parte che sorprende di più. Il modello tridimensionale della tua bocca compare a schermo durante la scansione, non giorni dopo. Quando abbiamo finito lo ruotiamo insieme, ingrandiamo i punti che contano, e guardiamo la stessa immagine mentre ne parliamo.
Cambia il modo in cui si decide. Una spiegazione a parole, mentre sei sdraiato con la bocca aperta, è difficile da seguire e impossibile da verificare. La stessa spiegazione davanti al modello della tua bocca è un'altra conversazione: puoi fare domande su un punto preciso, e capire perché una cosa va fatta e un'altra può aspettare.
Dove serve
Praticamente ovunque si parta dalla forma della bocca:
- Corone, faccette e protesiIl file va direttamente al laboratorio: niente modello in gesso da spedire, niente distorsioni del materiale lungo la strada.
- Mascherine per l'allineamentoLa scansione è il punto di partenza del piano di trattamento con allineatori trasparenti.
- Progettazione degli impiantiCombinata con la tomografia, permette di decidere la posizione dell'impianto al computer prima di operare.
- Bite e placche notturneCostruiti sulla forma reale delle arcate.
- Confronto nel tempoLa scansione resta archiviata. Tra un anno se ne fa un'altra e si vede cosa è cambiato — usura, recessioni gengivali, spostamenti.
Domande frequenti
Fa male? Dà fastidio?
No. Lo scanner è una sonda che passa vicino ai denti senza premere sulle gengive. Non c'è materiale che si espande in bocca, quindi non c'è la sensazione di soffocamento che dà il cucchiaio tradizionale. Puoi chiudere la bocca e deglutire quando vuoi: basta dirlo e ci fermiamo.
Quanto dura?
Una scansione completa richiede circa trenta minuti, comprese le pause e i controlli di qualità mentre procediamo. Per rilievi parziali serve meno. Non è un tempo passato immobile: si lavora a tratti, con soste ogni volta che ne hai bisogno.
Posso vedere il risultato?
Sì, e succede durante la seduta. Il modello della tua bocca si forma sullo schermo mentre lo scanner passa: quando finiamo, lo ruotiamo insieme e guardiamo da vicino i punti che ci interessano. È il momento in cui molti pazienti vedono per la prima volta la propria bocca dall'esterno.
Per cosa si usa?
Per tutto ciò che parte da un modello della bocca: corone, faccette, protesi, bite, mascherine per l'allineamento, progettazione degli impianti. Anche per confrontare la situazione nel tempo, perché la scansione resta archiviata e tra un anno si mette a confronto con quella nuova.
E se ho il riflesso del vomito?
È proprio il caso in cui la differenza si sente di più. Il riflesso viene innescato dal cucchiaio e dal materiale che si espande verso la gola: senza quelli, la maggior parte delle persone che non tollerava le impronte tradizionali riesce a completare la scansione senza problemi.
Prova la differenza
Se le impronte tradizionali sono un problema per te, dillo quando chiami: la scansione è già il nostro modo standard di lavorare.