Prevenzione e cura
La prima visita non cura niente.
Serve a guardare. Quarantacinque minuti in cui nessuno accende il trapano: si ascolta, si osserva, si fotografa, si scansiona. Alla fine sai cosa hai, cosa è urgente e cosa può aspettare.
Se rimandi da tempo, la parte difficile non è la cura. È non sapere cosa ti aspetta.
Per questo la prima visita è fatta in modo che tu esca sapendo. Non con una diagnosi detta a parole mentre sei sdraiato con la bocca aperta, ma con le immagini della tua bocca su uno schermo e una spiegazione di cosa si vede.
Cosa succede, in ordine
- Ci racconti
Cosa ti ha portato qui, da quanto, e come è andata le volte precedenti. Raccogliamo anche lo storico di salute e i farmaci che assumi: incidono più di quanto si pensi su gengive e guarigione.
- Guardiamo la bocca
Esame di denti, gengive e mucose, e anche fuori: articolazione della mascella, muscoli, come chiudi i denti.
- Fotografie e video
Immagini della tua bocca da diverse angolazioni. Servono a te per vedere quello che ti diciamo, e a noi per confrontare la situazione tra sei mesi.
- Scansione digitale
Lo scanner intraorale ricostruisce le arcate in tre dimensioni. Niente pasta da impronta, niente cucchiaio.
- Valutazione dentale
Carie, otturazioni vecchie, denti mancanti, usura dello smalto.
- Valutazione parodontale
Lo stato delle gengive e dell'osso che sostiene i denti. È la parte che i pazienti conoscono meno e che decide di più sul lungo periodo.
- Radiografie, se servono
Non sono automatiche. Le facciamo quando resta un dubbio che senza immagini non si scioglie.
- Il quadro, e cosa farne
Ti diciamo cosa abbiamo trovato, cosa è urgente e cosa può aspettare. Se il caso è lineare esce anche il preventivo; se è articolato preferiamo studiarlo e mandartelo dopo.
Perché dura quarantacinque minuti
Perché una visita di dieci minuti serve a vendere un preventivo, non a capire una bocca. In quarantacinque minuti c'è il tempo di ascoltare la storia, guardare bene, documentare con fotografie e scansione, e spiegare. Ed è il tempo che serve a te per fare domande senza sentirti di fretta.
Domande frequenti
Cosa devo portare?
Un documento, la tessera sanitaria, e se le hai le radiografie fatte altrove, anche vecchie di qualche anno. Porta anche l'elenco dei farmaci che assumi: alcuni incidono sulla salute delle gengive e sulla guarigione, e ci serve saperlo prima, non dopo.
Mi fate le radiografie?
Solo se servono. Non è un passaggio automatico: le facciamo quando l'esame della bocca lascia dubbi che senza immagini non si sciolgono, per esempio su ciò che accade sotto la gengiva o dentro l'osso. Se hai radiografie recenti fatte altrove, spesso bastano quelle.
Il preventivo lo ricevo lo stesso giorno?
Se il caso è lineare, sì. Se è articolato — più problemi insieme, o una scelta tra percorsi diversi — preferiamo studiarlo con calma e mandartelo dopo. Un preventivo scritto di corsa davanti a te è un preventivo fatto male, e alla fine costa a entrambi.
Devo decidere qualcosa quel giorno?
No. La prima visita serve a capire cosa c'è e a metterlo in ordine di urgenza. Cosa fare, quando farlo e se farlo lo decidi tu, con il quadro completo davanti e senza nessuno che ti mette fretta.
E se ho paura del dentista?
Dillo appena entri, prima di sederti. Cambia il modo in cui procediamo: più spiegazioni prima di ogni passaggio, più pause, niente sorprese. In prima visita comunque non si cura nulla, quindi è il momento più semplice per cominciare.
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