Prevenzione e cura
Igiene dentale per denti sensibili
Stringi già i denti prima di sederti. Conosci il momento: lo strumento che gratta, l'acqua fredda che arriva senza preavviso, quel punto che fa male ogni volta. Così la pulizia si rimanda. E intanto il tartaro resta dov'è.
Esiste un altro modo di fare la stessa cosa, e cambia soprattutto la parte che ti pesa.
In studio usiamo il protocollo Guided Biofilm Therapy, sviluppato dall'azienda svizzera EMS. Invece di partire raschiando, si parte guardando: un colorante rende visibile il biofilm batterico, quella pellicola che a occhio nudo non si vede. Da lì si lavora solo dove serve.
La rimozione avviene con un getto di aria, acqua riscaldata e una polvere finissima a base di eritritolo. È tiepido, non gelido, e la temperatura si regola. Gli ultrasuoni entrano in gioco dopo, solo sul tartaro indurito rimasto, e su una superficie già pulita servono meno passaggi e meno pressione.
Come si svolge la seduta
- Valutazione
Controllo dello stato di denti e gengive e risciacquo con collutorio antibatterico.
- Rilevazione del biofilm
Un colorante rende visibile la placca batterica sulle superfici dentali.
- Spiegazione
Guardiamo insieme il risultato: dove si accumula nel tuo caso, e quali movimenti dello spazzolino cambiano la situazione a casa.
- Rimozione con getto
Aria, acqua riscaldata e polvere fine tolgono biofilm, macchie e tartaro recente da denti, ricostruzioni e impianti.
- Pulizia sottogengivale
Dove ci sono tasche gengivali più profonde, una punta dedicata pulisce sotto il margine della gengiva.
- Ultrasuoni sul residuo
Il tartaro indurito rimasto viene rimosso con vibrazione ultrasonica, in modo mirato.
- Controllo finale
Verifica che non resti nulla, e applicazione di fluoro o paste remineralizzanti.
- Richiamo
Fissiamo il prossimo appuntamento sulla base del tuo rischio, non di un calendario uguale per tutti.
A chi è utile
A chi ha i denti che reagiscono al freddo e ha imparato a temere la seduta. A chi ha gengive che sanguinano quando passa il filo. A chi porta impianti, corone o ricostruzioni e vuole pulirle senza rigarle. E a chi la pulizia la rimanda da troppo tempo proprio per come è andata l'ultima volta.
Domande frequenti
Fa male?
Il protocollo nasce proprio per ridurre il fastidio. La rimozione principale avviene con un getto di aria, acqua riscaldata e polvere finissima, non con la raschiatura. Gli ultrasuoni intervengono solo dove resta tartaro indurito, su un'area già pulita e quindi con meno pressione. Chi ha denti reattivi al freddo sente la differenza soprattutto per la temperatura dell'acqua, che è regolabile.
Quanto dura la seduta?
Tra i 30 e i 60 minuti. Dipende da quanto biofilm e tartaro sono presenti e dallo stato delle gengive: se è passato molto tempo dall'ultima seduta, serve più tempo.
Ogni quanto devo tornare?
La frequenza si stabilisce sul rischio individuale, non su una regola fissa. Con gengive sane si va sui sei mesi. Chi ha impianti, chi porta un apparecchio fisso o chi sta seguendo un percorso di allineamento con mascherine di solito rientra prima, perché la placca trova più punti dove fermarsi. In caso di malattia parodontale i richiami sono più ravvicinati per tenere sotto controllo le tasche gengivali.
Posso farla se ho impianti o corone?
Sì. Il getto di polvere fine è pensato anche per lavorare intorno a impianti, corone e ricostruzioni senza rigare le superfici. Nelle tasche gengivali più profonde si usa una punta dedicata, più sottile, che pulisce sotto il margine della gengiva.
Prenota la tua seduta
Siamo in Piazza Cavour, 2/2a, a Genova. Chiamaci o scrivici: ti diciamo quanto tempo serve nel tuo caso.